Il mercato Forex

Secondo la definizione di Wikipedia, il foreign exchange market, detto più comunemente ForexFX o mercato valutario, si ha quando una valuta viene scambiata con un'altra.

Il foreign exchange market è di gran lunga il più grosso mercato nel mondo, in termini di valore delle transazioni, e include gli scambi che avvengono tra grosse istituzioni bancarie, banche centrali, speculatori valutari, imprese multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed istituzioni.

L'attività di scambio che ha luogo nel mercato Forex globale assomma a più di 1.900 miliardi di dollari al giorno (in media).

I trader retail (piccoli speculatori) possono partecipare solo indirettamente per il tramite di broker o banche.

I dieci trader più attivi effettuano circa il 70% del volume degli scambi.

 

Prezzo Bid, prezzo Ask e spread Bid-Ask

market maker forniscono in continuazione al mercato sia i prezzi bid (di acquisto) che ask (di vendita).

Il bid/ask spread è la differenza tra i prezzi alla quale il market maker è disposto a vendere ("ask", o "offer") ed il prezzo al quale un market maker è disposto a comprare ("bid").

Questo spread è minimo per coppie di valute molto scambiate, ammontando solitamente a soli 1-3 pip, come ad esempio nella quotazione EUR/USD a 1,2200/1,2203.

La concorrenza tra broker ha determinato un notevole restringimento degli spread per le maggiori valute, fino a minimi che variano tra 1 e 1,5 pip.

 

Pip

PIP sta per Price Interest Point ed è l’ultima cifra decimale di una quotazione, in cui solitamente i decimali sono 4.

Se il cambio EUR/USD sale da 1.1615 a 1.1620, l'aumento è pari a 5 pip.

 

Fattori che influenzano i tassi di cambio

I principali fattori che influenzano i tassi di cambio sono in primis i differenziali dei tassi di interesse tra le diverse valute e quindi le politiche monetarie delle banche centrali, i dati macroeconomici delle economie reali, ma anche fattori geopolitici, crisi militari, la speculazione.

 

L’effetto leva

Il mercato dei cambi consente l’utilizzo della leva, il che significa che i trader possono fare trading per un controvalore superiore alla somma depositata nel conto di brokeraggio.

Il rapporto di leva consentito varia in base alla valuta e al rischio ad essa associato.

La leva può arrivare fino a 200:1 su diverse coppie tra cui l’EUR/USD e il GBP/USD.

Per esempio, se abbiamo a disposizione sul conto Forex €100, con una leva 50 possiamo fare operazioni fino ad un controvalore di €20.000.

Quindi la leva permette ai trader di operare con posizioni di importi notevolmente superiori rispetto al capitale a disposizione.

L’effetto leva consente dunque ai trader di generare potenzialmente un profitto superiore se il mercato si muove nella direzione prevista, ma comporta anche perdite superiori se il mercato si muove nella direzione contraria.

Nel fare trading è prudente tenere a mente che aumentare la leva significa aumentare il proprio rischio.

Posizioni lunghe e corte

Esistono solamente due opzioni quando si negoziano le coppie valutarie: acquistare o vendere.

Andare lunghi significa acquistare la valuta di base, e di conseguenza vendere la valuta secondaria.

Andare corti, al contrario, significa vendere la valuta di base e acquistare la valuta secondaria.

Posizioni lunghe

Osserviamo assieme un esempio di andare lunghi nel trading della coppia EUR/USD.

Consideriamo il seguente scenario: vi è una considerevole tensione di mercato per quanto riguarda i dati relativi al PIL statunitense in arrivo, così come vi è una preoccupazione generale per la possibile vittoria di un partito tradizionalmente ostile alle grandi imprese alle prossime elezioni.

Di conseguenza decidiamo che l’euro sembra poter rafforzarsi nei confronti del dollaro e decidiamo di andare lunghi sull’EUR/USD, che al momento è scambiato ad un tasso bid/ask di 1.1764/1.1770.

Decidiamo di trarre vantaggio dall’effetto leva disponibile, così “acquistiamo” €10.000 ad un tasso di 1.1770, con una leva di 200:1.

La seguente equazione determina il deposito iniziale richiesto:

[(l’importo che si desidera acquistare) x (tasso di cambio corrente)] / (leva)

quindi [(10.000 x 1.1770)] / (200), pari a €58.85.

Questo è l’importo richiesto come deposito iniziale.

Poniamo che gli eventi hanno giocato a nostro favore e che quindi l’euro si sia rafforzato contro il dollaro.

Il tasso bid/ask è ora di 1.1811/1.1817 e decidiamo di chiudere la posizione a questo livello, vendendo così i nostri €10.000 al prezzo di 1.1811.

Avendo acquistato a 1.1770 e venduto a 1.1811, si ha una differenza di 41 Pips

(Livello di vendita - livello di acquisto) x importo di acquisto

ovvero (1.1811-1.1770) x 10.000 = $41

Tuttavia, ammettiamo che i mercati si siano mossi nella direzione contraria a quella prevista con l’operazione di trading e il dollaro si è così rafforzato nei confronti dell’euro.

Quando il tasso bid/ask raggiunge quota 1.1720/1.1726 decidiamo di contenere le perdite e di vendere l’intero importo di €10.000.

Le perdite verrebbero così calcolate:

(Livello di vendita - livello di acquisto) x importo di acquisto

ovvero (1.1720 - 1.1770) x 10.000 = -$50

Posizioni corte

In un altro scenario, crediamo che il dollaro si rafforzerà nei confronti dell’euro e per questo  decidiamo di vendere o andare corto di €10.000, al livello di prezzo di 1.1989, con una leva di 1:50.

Quindi (10.000 x 1.1989/50) = €239.78.

L’euro si è effettivamente indebolito nei confronti del dollaro e decidiamo quindi di acquistare €10.000 per chiudere l’operazione al livello di prezzo di 1.1902, con un calo di 87 Pips.

Il profitto verrebbe così calcolato:

(1.1989-1.1902) x 10.000 = $87

Se invece l’euro si rafforza nei confronti del dollaro la nostra operazione è in perdita.

Decidiamo così di acquistare e chiudere l’intera posizione di €10.000 ad un prezzo bid/ask di 1.2114/1.2120.

Le perdite verrebbero così calcolate:

(1.1989 – 1.2120) x 10.000 = -$131

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